La vicenda riguarda l'inchiesta aperta nei confronti di cinque agenti della Polizia Penitenziaria del carcere dell'Arginone di Ferrara, accusati da un detenuto del reato di tortura in relazione a un intervento avvenuto nel settembre 2024.
Il Giudice per le indagini preliminari ha disposto l'archiviazione del procedimento, condividendo la richiesta della Procura e ritenendo insussistenti gli elementi per sostenere l'accusa di tortura. Anche l'ipotesi di lesioni personali non ha potuto proseguire per la mancanza di una valida querela da parte della presunta persona offesa.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l'episodio era nato dopo un alterco tra detenuti, durante il quale uno di loro avrebbe minacciato gli agenti impugnando una lametta. La denuncia presentata successivamente dal detenuto non ha trovato riscontri sufficienti per sostenere le accuse più gravi.
L'avvocato Denis Lovison, difensore di alcuni degli agenti coinvolti, ha espresso soddisfazione per l'esito del procedimento, sottolineando come il provvedimento confermi la correttezza dell'operato dei suoi assistiti e l'assenza di elementi idonei a configurare il reato di tortura. Il legale ha evidenziato che l'archiviazione rappresenta il riconoscimento del lavoro svolto dagli operatori della Polizia Penitenziaria, i quali avevano agito in un contesto particolarmente delicato e di potenziale pericolo.
Leggi tutti i dettagli su https://www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/cronaca/lindagine-su-cinque-agenti-66b46c47

