Si è svolta ieri mattina (giovedì 16 luglio), davanti al gip Giovanni Solinas, l'udienza per le indagini preliminari riguarda la richiesta di archiviazione dell'inchiesta relativa a un presunto caso di tortura avvenuto il 7 settembre 2024 nel carcere dell'Arginone di Ferrara.
La Procura ha chiesto di archiviare il procedimento nei confronti di cinque agenti della Polizia Penitenziaria, tutti difesi dall'avvocato Denis Lovison, ritenendo che gli elementi raccolti non siano sufficienti a configurare il reato di tortura.
Il detenuto che ha presentato la denuncia, assistito dall'avvocato Giuseppe Incandela, si è opposto alla richiesta di archiviazione. La difesa della parte offesa chiede che le indagini proseguano e che venga contestato anche il reato di abuso di autorità nei confronti di persone arrestate o detenute.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l'episodio è iniziato dopo una lite tra detenuti, durante la quale il denunciante avrebbe ferito un agente con una lametta. Dopo essere stato immobilizzato e trasferito in isolamento, il detenuto sostiene di essere stato colpito con calci e pugni, oltre a essere stato spogliato e lasciato senza vestiti in una cella fredda fino al giorno successivo.
Le immagini delle telecamere interne mostrerebbero che almeno un agente ha colpito il detenuto, ma, secondo la Procura, l'intervento deve essere valutato nel contesto della resistenza opposta dall'uomo e non raggiunge la soglia prevista dalla legge per il reato di tortura. Sarà ora il Gip Giovanni Solinas a decidere se archiviare definitivamente il procedimento o disporre ulteriori approfondimenti.
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